Il pagellone dell’andata: Falcone uomo in più, Tiago-Berisha esplosi. Stulic e Siebert deludono

I nostri voti sul girone d’andata dei ragazzi di Di Francesco: Gaspar, Coulibaly e sorprendentemente Banda certezze. Lampi da Sottil e Maleh, rimandati Camarda e Pierotti

Il pagellone del girone d’andata (che si completerà con il recupero con l’Inter) del Lecce giocatore per giocatore:

Falcone 8 – Nella difficile passata stagione aveva chiuso da fenomeno mettendoci i guantoni nel match-salvezza. Quest’anno ha deciso di mettere le cose in chiaro sin da subito: è lui, il capitano, l’uomo in più di questa squadra, quello che più di tutti ad oggi ha dimostrato di poter fare la differenza, di alzare il livello collettivo a modo suo. Quasi un clean sheet ogni due gare sono numeri da big, come le prestazioni mostruose con Fiorentina, Torino e Juventus valse 7 punti a suon di prodezze (18 presenze, 25 gol subiti. Media voto 6,5)

Fruchtl sv – In estate, con Falcone sul mercato, avrà pensato ad una stagione finalmente da protagonista, cosa che ad oggi è ben lontana dalla realtà per lui sceso in campo solo in Coppa (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Samooja sv – In poche settimane, complice l’infortunio di Fruchtl, si è trovato con il contratto rinnovato e con il grado di vice Falcone in A, che non è poco (0 presenze, 0 gol subiti. Media voto sv)

Danilo Veiga 6,5 – Ha confermato le buone (e talvolta anche le cattive) cose fatte intravedere nella stagione d’esordio. A suon di scorribande sulla destra, e soprattutto con una pur lenta e gradualissima crescita in copertura apprezzabile soprattutto in termini di continuità, ha spazzato via la concorrenza di Kouassi. Che, a dir la verità, si è presto tirato fuori da solo (17 presenze, 0 gol. Media voto 5,86)

Gaspar 6,5 – Sufficienza ancor più piena rispetto al collega con cui condivide il settore di destra della difesa giallorossa nonché il passato all’Estrela Amadora. Da sorpresa a conferma, l’angolano è oramai ambientato sia in una Serie A molto più rigida tatticamente rispetto alla Primeira Liga sia in una piazza esigente, in primis sotto il profilo dell’atteggiamento, come Lecce. Ed il gigante con il 4 sulla spalla quando c’è da fare sportellate senza fronzoli non si tira mai indietro, risultando spesso una garanzia al netto di qualche errore evitabile (17 presenze, 0 gol. Media voto 6,06)

Tiago Gabriel 7,5 – Per distacco la più bella sorpresa del girone d’andata giallorossa. In poche settimane è volato da quinta scelta a titolarissimo, anzi a leader difensivo visto che là dietro è quello più sicuro, preciso ed anche di qualità di tutti. A 21 anni appena compiuti ha sbagliato una sola partita, a Roma con la Lazio, per il resto alternando gare da dominatore assoluto ad altre più sporche ma in cui le statistiche e le percentuali di interventi riusciti (tra i top in Europa sotto quasi tutte le voci) parlano da sé (18 presenze, 1 gol. Media voto 6,32)

Gallo 6,5 – Per il secondo anno di fila non ha bisogno di titolari da scalzare nel ruolo che si è guadagnato in precedenza a suon di crescita. Ora, a 25 anni, sembra aver raggiunto la definitiva maturità, con il pro di errori ridotti al minimo e di ottima valutazione del tipo di gara da fare ma anche il contro di non essere riuscito a fare il salto di qualità che a un certo punto si sperava. Così la corsa e la continuità (alla stregua di Veiga) sono delle certezze, ma al tiro ed al passaggio decisivo (solo 1 assist) non è riuscito a svoltare (18 presenze, 0 gol. Media voto 5,83)

Kouassi 5 – Tra i tantissimi elementi che il Corvino-bis ha portato in dote dalla Ligue 2, questo sembra essere quello davvero meno riuscito. Terzino destro di maggior propensione alla copertura rispetto a Veiga, con il quale si sarebbe dovuto giocare il posto, ha presto messo in chiaro di essere troppo acerbo per la causa, floppando con Cagliari e Bologna e proprio in quello che sarebbe dovuto essere il suo miglior pregio, ossia il contenimento. A Torino DiFra gli ha preferito l’esordiente e adattato Perez anche perché il francese aveva già chiesto di andare via (4 presenze, 0 gol. Media voto 5,25)

Siebert 5 – Con Kouassi si gioca la palma di flop del mercato estivo 2025, anche se rispetto al francese ha avuto molte meno possibilità di dimostrarlo. La “sfortuna” di giocare nello stesso ruolo di quel Tiago Gabriel presto esploso, ma anche la colpa di essere crollato nelle due uscite con Atalanta e Milan. La discreta prova con il Como, ko arrivato non certo per causa sua che ha commesso un mezzo errore in 90 minuti ok, fa comunque capire a Di Francesco che le spalle delle certezze Gaspar-Tiago possono considerarsi coperte anche se ci si attendeva ben altro (2 presenze, 0 gol. Media voto 5)

Ndaba 6 – Tra le riserve in difesa è per distacco quello che ha dato più garanzie. Di Gallo non ha né corsa né attitudine alla scorribanda offensiva, risultando in compenso abbastanza attento lì dietro, tanto da aver contribuito alla gestione di diverse situazioni scottanti. Di Francesco lo ha schierato infatti soprattutto nei finali per contenere o per passare a tre, ma anche da terzino titolare con il Pisa si è fatto trovare pronto (6 presenze, 0 gol. Media voto 6)

Perez sv – Di certo non lo giudicheremo per mezz’ora allo Juventus Stadium da fuori ruolo e contro l’unico talento “vecchio stampo” presente oggi in Serie A, di quelli che fanno girare la testa ai marcatori, ovvero Kenan Yildiz. Di Francesco gli avrà chiesto scusa per aver osato, il giovane cileno dovrà aspettare altre occasioni per rifarsi (1 presenza, 0 gol. Media voto 5,5)

Jean sv – Appena rientrato tra i convocati dal lunghissimo infortunio (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)

Coulibaly 7 – Ha iniziato la stagione sull’onda dell’entusiasmo della precedente, come farebbe chi si è trovato dalla Serie B ad essere eroe di una delle piazze più calde d’Italia. Ed il maliano non sta tradendo neppure quest’anno, mettendoci cuore, intelligenza e duttilità per barcamenarsi da mediano, mezzala e trequartista sempre con garanzia di buona prestazione. Mettiamoci anche due gol importanti, che in tempi di record negativi su record negativi meritano il giusto peso (14 presenze, 2 gol. Media voto 6,11)

Ramadani 6,5 – E’ vero, quanto fanno arrabbiare quei palloni spesso così mal gestiti! Ma provate ad immaginare un centrocampo del Lecce senza Rama per tutto il girone d’andata e chiedetevi se la fase difensiva, oggettivamente fondamentale punto di forza che ha consentito ai giallorossi di essere in piena corsa per il proprio obiettivo, sarebbe stata la stessa. La coperta è quella e l’albanese da un lato non riesce ad assicurare adeguate proprietà di palleggio alla manovra, dall’altra risulta aiuto fondamentale per una difesa che non soffriva così poco (anche se tutto è migliorabile) da tempo (18 presenze, 0 gol. Media voto 5,97)

Berisha 7,5 – Sembrava essere il suo anno ed invece ci risiamo: ecco un altro infortunio sul più bello, quando il talento albanese era autentico trascinatore (in alcune gare anche one man show) della spuntata fase offensiva giallorossa. Un vero peccato, perché i numeri tra gol, assist (tre) e media voto parlano chiaro e descrivono un giocatore maturo, spesso padrone della trequarti, che ha saputo incidere con continuità una volta avanzato il proprio raggio d’azione. Escluse le gare con Milan e Lazio ha sempre strappato applausi e una lacrimuccia a DiFra nel vedere la 10 costretta a restare nel borsone del magazziniere (13 presenze, 2 gol. Media voto 6,42)

Kaba 5,5 – Per uno che è riuscito a fare il salto di qualità tecnico in attesa di quello fisico, un altro per cui siamo praticamente all’opposto. Dopo due stagioni di guai ha trovato la pace e per questo da lui si aspettava molto di più dell’alternarsi tra prestazioni di grande impegno ma prive di guizzi ad altre in cui ha avuto l’occasione per lasciare il segno sbagliando spesso malamente. Ed è questo lo stop che non sembra riuscire a fare (illusorio, ad oggi, il gol d’agosto in Coppa), ossia metterci la giusta mentalità quando serve prendere quel pallone e tirarlo con convizione verso la porta come un calciatore di Serie A del suo ruolo dovrebbe saper fare (13 presenze, 0 gol. Media voto 5,55)

Sala 5,5 – Tra gli innesti che più incuriosivano perché sembrava poter essere l’elemento giusto per alzare il tasso tecnico in mediana. Illusorio l’esordio di Bergamo, dove fu tra i pochi a salvarsi, poi è venuta presto fuori la sua acerbità tattica che ne ha reso centellinato l’utilizzo. Tra i pochi a dare del tu al pallone in rosa ma anche tra i pochi ad apparire un pesce fuor d’acqua in campo, perché spesso chi ha il pane non ha i denti (5 presenze, 0 gol. Media voto 5,67)

Helgason 5,5 – Illusorio fu Marco Giampaolo. In pochi mesi l’islandese è passato da rinato e fondamentale elemento dell’ex allenatore, quasi unico fornitore di palloni di Nikola Krstovic, a sporadica comparsa. Ed ecco così tornare quell’elemento ai margini e fuori dal progetto che, una volta sceso in campo, non riesce a metterci la giusta convinzione e presenza pur avendone i mezzi (6 presenze, 0 gol. Media voto 5,58)

Maleh 6,5 – Saranno state anche poche gare, ma tante bastano per rendersi conto che l’italo-marocchino non è elemento che il Lecce possa permettersi di tenere ai margini, anzi è stato un vero peccato non averlo coinvolto di più anche nelle passate stagioni (per quanto la sua crescita anche grazie a Empoli sia oggettiva). Si è parlato di avere il pane e non i denti, beh Maleh è forse l’unico lì nel mezzo a saper coniugare grinta, abilità tattica ed un tocco del pallone pulito come lì in mezzo non si vedeva da troppo. Quando chiamato in causa non ha sbagliato quasi nulla: Di Francesco deve puntarci nel girone di ritorno (6 presenze, 0 gol. Media voto 6,25)

Pierret sv – In sede di presentazione Di Francesco ne parlò come del possibile padrone del centrocampo del Lecce. Poi qualcosa si è rotto, fisicamente, tatticamente o in altre sedi non è dato saperlo, fatto sta che il francese è completamente sparito dai radar lasciando intendere che, con qualche mese di ritardo, il suo non essere esattamente adatto a certi livelli sia stato compreso (3 presenze, 0 gol. Media voto 6)

Gorter sv – Chi è invece in rampa di lancio è il promettente olandese, inizialmente parcheggiato agli ordini di Schipa per poi diventare di fatto vice-Ramadani. L’esordio con il Como, poi con la Roma ha messo un po’ d’ordine in più (2 presenze, 0 gol. Media voto 6,5)

Marchwinski sv – Reduce dal lungo infortunio, è l’unico “over” a non essere ancora sceso in campo a centrocampo (0 presenze, 0 gol. Media voto sv)

Stulic 5 – Tra i nuovi acquisti c’è sicuramente chi si è visto meno ed ha fatto peggio, ma in proporzione alla fiducia avuta ed alle comprensibili aspettative tra ruolo ed eredità nessun flop (momentaneo) ha fatto più rumore, ad oggi, del suo. Un gol facile facile fatto ed uno altrettanto facile sbagliato sono onestamente nulla anche al netto dei pochi palloni puliti gli arrivino in zona gol. Nel recente passato c’è chi, e non parliamo solo di Krstovic e Piccoli ma anche di Colombo e Ceesay, è riuscito a creare qualcosa comunque, anche dai mezzi palloni, dalle situazioni confuse, dall’attacco degli spazi che ancora il serbo non sembra essere in grado di sfruttare come dovrebbe (17 presenze, 1 gol. Media voto 5,68)

Camarda 5,5 – Qui il discorso cambia leggermente, o non ci venga detto che al serbo è facile dare addosso mentre al classe 2008 gli si perdona tutto. Anzi, l’insufficienza è frutto del suo unico errore pesante, quello con il Napoli dal dischetto, senza il quale sarebbe probabilmente stato 6 perché il minutaggio è ben diverso da quello di Stulic (e da titolare si è visto quasi solo contro le big) e spesso lo è stata anche la presenza in campo nonché la capacità di arrivare cattivo su più palloni. Non sarà il baby fenomeno che molti (soprattutto a Milano) speravano di trovarsi tra le mani e forse gli è stata data eccessiva responsabilità, ma i mezzi ci sono ed ora sta anche a lui sfruttarli meglio (17 presenze, 1 gol. Media voto 5,94)

Pierotti 5,5 – Dopo un anno da titolare con ben 4 gol all’attivo si pensava potesse essere questo l’anno della sua consacrazione, invece ad oggi il cammino è stato piatto con tendenze d’involuzione. Zero guizzi, zero giocate particolari, zero cattiveria a puntare la porta, solo tantissimo lavoro sporco (ormai che sia un esterno di centrocampo prestato all’attacco lo sanno anche gli avversari) e qualche gol mangiato che grida vendetta. Dispiace perché i mezzi fisici sono da Serie A, ma il calcio non è fatto di sole sportellate soprattutto nel suo ruolo (17 presenze, 0 gol. Media voto 5,85)

N’Dri 6,5 – Il miglior attaccante del Lecce nel rapporto minuti giocati/occasioni create, e non si parla solo dei due gol bellissimi e inutili messi a referto. L’ivoriano ha infatti spesso creato scompiglio quando chiamato in causa, solo a gara in corso e con il difficile compito di creare ciò che i compagni non avevano fatto prima, si veda cioccolatino offerto a Pierotti. Probabilmente qualche chance da titolare l’avrebbe meritata (12 presenze, 2 gol. Media voto 5,95)

Sottil 6,5 – Un altro che sicuramente con qualche infortunio in meno (già tre al quasi giro di boa) avrebbe dato un apporto differente e superiore alla causa. Purtroppo per lui sul più bello si è sempre fermato ed è sempre dovuto ripartire da capo, ritrovando intesa e condizione che sono state le uniche cose a mancargli. Nelle poche partite in cui è stato al top, però, giocate utili per la squadra non sono mancate e ci ha messo poco per mostrare di essere la migliore delle ali a disposizione di Di Francesco (12 presenze, 1 gol. Media voto 6)

Banda 7 – Sembrava poter essere la stagione dell’addio, con tanti che lo vedevano e volevano lontano da Lecce la scorsa estate dopo tanta attesa ed una netta involuzione. Invece non sarà magari tornato il Banda straripante del primo periodo, ma la qualità delle prestazioni è tornata su livelli positivi che fanno sorridere i tifosi. Appena due le gare davvero toppate, in mezzo tanta continuità e strappi sporadici ma presenti ed il trittico di ottime gare (con 2 centri e un assist decisivo) con Torino, Pisa e Juventus purtroppo intervallate dalla Coppa d’Africa (14 presenze, 2 gol. Media voto 6,21)

Morente 5,5 – Con Pierotti è l’ala che meno si è fatta vedere al gol, al tiro o al cross. Lo salva l’assist di Firenze per Berisha, un buon cross diventato perfetto grazie ad una deviazione. E’ l’unico guizzo di un girone d’andata che lo ha riportato ai modesti esordi leccesi e che, complice la recente fascite plantare, ha reso deludente il suo cammino ad oggi nella stagione 2025/26 (13 presenze, 0 gol. Media voto 5,73)

All. Di Francesco 7 – In coerenza con quanto avvenuto soprattutto la scorsa stagione, non si può non considerare positivamente il lavoro fatto dal tecnico con la rosa più “economica” del campionato e che, possiamo dirlo, qualche falla la presenta tra centro dell’attacco e elementi che già l’anno scorso avevano deluso. La media punti è anche migliore ed in linea con il recente passato e questo è rispecchiato da un campo in cui il Lecce le cose “da squadra” le fa e spesso anche bene, mancando quasi solo sotto il profilo del singolo. Anche lui può e deve migliorare (la gestione dei calci piazzati su tutto), ma resta tra i top di questa squadra (Media voto

Corvino-Trinchera 6 – Nel contesto di un club che è obbligato a muoversi entro certi paletti non c’è troppo di più da pretendere ed anche dei piccoli passi in avanti, frutto di plusvalenze da non dare per scontate, vanno apprezzati e valorizzati. Soprattutto se questo si riscontra poi in una classifica che è quasi solo stata positiva ed in una quantità di scelte che non ha mai lasciato in totale emergenza (come avvenuto per qualche rivale) mister Di Francesco. Dall’altro lato ci sono i 10 milioni per Siebert e Stulic e in generale la scelta di aver affidato l’eredità di Krstovic ad un classe 2008 in appoggio ad un elemento ancora da adattare al campionato italiano, senza terza scelta, nonché la discutibile gestione di un Maleh elemento migliore della mediana giallorossa

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7 mesi fa

Trovo un po’ incoerente la sufficienza all’area tecnica onestamente, pur tenendo conto delle difficoltà in cui lavora, soprattutto se guardiamo alle dirette rivali.
La scorsa sessione di mercato ha visto molte scelte rivelatesi infelici, unita anche alla scelta di confermare alcuni elementi e liberarsi di altri (che per nostra fortuna ci siamo ritrovati in casa comunque).
Un po’ di confusione è stata fatta, giusto esaltarne i meriti quando ci sono, ma anche sottolineare una certa gestione di alcuni elementi non proprio felice.
Per nostra fortuna Di Francesco e il suo staff hanno tenuto botta, e siamo pienamente in linea con l’obiettivo salvezza. Però in questo mercato di riparazione serve più lucidità e lungimiranza.

Commento da Facebook
7 mesi fa

Ma siebert ha giocato solo 2 volte e la seconda manco così male!!

Commento da Facebook
7 mesi fa

Secondo me per siebert è ancora presto…

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