Squadra senza la qualità che serviva e con ancora troppe incognite: il nostro voto al mercato del Lecce

I giallorossi hanno chiuso la sessione invernale di trasferimenti. La rosa lascia più di un dubbio visto il momento di difficoltà dell'attacco

corvino

Ci troviamo, come di consueto ci troviamo, nei giorni successivi alla chiusura di ogni sessione di calciomercato che si rispetti, a commentare e dare il nostro giudizio a quello che è stato l’operato del Lecce. Lo facciamo nel momento più difficile, ad oggi, della stagione della squadra allenata da Di Francesco. I giallorossi sono il peggior attacco della Serie A (13 gol in 23 gare) e l’equilibrio costruito dall’allenatore abruzzese dopo le difficoltà dei primissimi impegni non basta a macinare punti e certezze nonostante la crescita di Tiago Gabriel e, soprattutto, le parate di un superlativo Wladimiro Falcone, spesso migliore in campo anche nelle sconfitte. Gli aspetti saranno organizzati e riassunti partendo dal voto con cui andiamo a giudicare l’operato di Corvino e Trinchera, ovvero il 5.

Qualità cercasi

Dopo la salvezza dell’anno scorso ottenuta con un miracolo, Pantaleo Corvino, il deus ex machina di questo progetto ad oggi vincente, non ha applicato la lezione vissuta sui rischi dell’anno scorso. Il Lecce che dovrà concludere la stagione 2025/2026 è una squadra senza giocatori capaci di regalare uno spunto personale con diverse qualità. L’attacco e il gol si poggiava su Krstovic, i cui sostituti ad oggi non sono all’altezza, e non c’è più un talento come Dorgu su cui riporre speranze d’iniziative personali. Per non parlare dell’excursus a riguardo a partire dal 2022/2023. Accettare il peggioramento della qualità della rosa aveva senso nelle stagioni passate in cui almeno si raggiungevano importanti plusvalenze. In questo calciomercato di gennaio il Lecce ha investito circa 6.5 milioni ma non ha rinforzato la squadra dove serviva per dare pace a un Di Francesco che appare sempre più frustrato, assetato di qualità offensiva come un viandante nel Sahara, quando cerca di mettere in campo tutte le soluzioni possibili per dare consistenza all’attacco.

Non ci si sposta dalla linea

Lo ripetiamo anche in questa sede, come accade ogni anno. Il progetto Lecce è sano, lungimirante e mette le basi per un futuro tranquillo. Non ci stancheremo mai di dirlo. Le vittorie della società sulle strutture sono oro per un club di una provincia il cui tessuto economico non consente di avere numerosi investitori e che battaglia contro colossi esteri e fondi. I tifosi lo sanno ma per essere felici non bastano queste consapevolezze. Il calcio è però anche risultato sportivo, entusiasmo per partite ed entusiasmi che hanno che hanno bisogno di contenuti tecnici per nutrirsi. Il campo ci dice (Di Francesco docet) che il Lecce è ora “malaticcio” e che senza gol, l’essenza di questo sport che fa emozionare, la salvezza non arriva.

E dopo questa digressione, torniamo sul mercato. Sin dalla conferenza di inizio mercato, l’area tecnica ha difeso il proprio credo affermato a inizio mercato. Trovare gente migliore dei Banda, Pierotti, Stulic sarebbe voluto dire acquistare certezze conclamate non nelle corde del Lecce. Si è detto questo a inizio gennaio. Considerazione rispettabile, ma che non lenisce i problemi della squadra. Basteranno un trequartista d’inserimento come Gandelman e Cheddira al posto dell’infortunato e acerbo Camarda? Non resta ovviamente che augurarselo, ma la sensazione di non essere sufficientemente attrezzati resta ed è forte leggendo anche tra le righe le recenti conferenze di Di Francesco, forzatamente fotocopia.

Ci ritroviamo con delle incognite

Accennato già il concetto sul mancato salto di qualità in attacco, restano dei dubbi. Rispedito al mittente in prestito Kouassi dopo aver pagato 1 milione, non c’è un terzino destro di ruolo dietro a Danilo Veiga. Di Francesco ha detto più volte di star pensando a vari cambiamenti tattici “anche se la squadra è stata costruita inizialmente in modo diverso”. Potrebbe ripetersi il passaggio alla difesa a tre già fatto con il Venezia l’anno scorso? In tal caso, Danilo Veiga e Pierotti sarebbero i quinti di destra, con Gallo e Ndaba dall’altra parte. E poi, le punte “pure” sono solo due. Bisognerà adattare Sottil, N’Dri e Banda a supporto perdendo la loro propulsione dalla fascia?

Uscite

Un bisogno assoluto del club era operare sulle uscite, a partire dal piazzamento riuscito degli esuberi Rafia e Guilbert a cui poi si è aggiunto Pierret dopo le ambizioni estive messe subito da parte. Detto già di Kouassi, il Lecce ha agevolato la volontà di cessione manifestata da Kaba, bocciato come alternativa sulla trequarti e sostituito da Gandelman, e Maleh. La gestione dell’italomarocchino è stata quantomeno difficilmente comprensibile visto l’investimento iniziale e la cessione a una diretta concorrente. È giusto non trattenere controvoglia calciatori non pienamente convinti del progetto, ma si è arrivati a questo epilogo certamente non per caso. Nel cuore del calciomercato si parlava di possibili arrivi in fascia offensiva in caso di cessione di uno degli esterni. Morente ha rescisso il suo contratto con il Lecce ieri ed è sfumato l’assalto a Zito Luvumbo.

Restano le garanzie in difesa

Il reparto che si sta comportando meglio quest’anno è la retroguardia, ora, come già annunciato, senza il vice di Danilo Veiga. La squalifica di Gaspar ha responsabilizzato Siebert, legittimatosi in A dopo le balbuzie di settembre. Rispetto all’anno scorso, il parco difensori centrali, composto anche dalle seconde linee Jean e Pérez, dà sicurezze, come anche il duo a sinistra Gallo-Ndaba (quest’ultimo utilizzabile anche da braccetto). Su Falcone, sempre presente da quattro stagioni e spesso provvidenziale, poco da aggiungere.

I cambi a centrocampo

Il Lecce ha intervenuto di più nel settore mediano, dove c’era più affollamento. L’area tecnica ha cambiato le seconde linee. Maleh e Kaba sono stati sostituiti con le scommesse Fofana e Ngom. Quest’ultimo, nazionale della Mauritania arrivato dall’Estrela Amadora, sembra un pelino più pronto rispetto al togolese, utilizzato con continuità solo al Grazer AK in lotta per la salvezza in Austria. Dietro Ramadani e Coulibaly, ceduto Maleh, toccherà ai nuovi provare a ripetere il percorso di crescita dopo l’adattamento fatto l’anno passato da Danilo Veiga e Tiago Gabriel.

L’infortunio di Berisha ha tolto a Di Francesco l’uomo con più partecipazioni al gol. Fallito l’esperimento Kaba, è arrivato Gandelman. L’ex KAA Gent ha in dote inserimenti in area, piede e numeri che danno fiducia, ma la lezione Stulic ci insegna che non bastano a uscire dall’appellativo di scommessa per un campionato come la Serie A, dove il livello in zona salvezza si è alzato al contrario di quanto succede in vetta. L’altro elemento dal piede offensivo è Alex Sala, definito “in miglioramento” dall’allenatore. Sono rimasti Helgason, l’anno scorso valorizzato da un Giampaolo che ha abbandonato prematuramente la sua ambizione di costruire un Lecce di palleggio, e Marchwinski.

Da chi e come arriveranno i gol?

Oltre che intervenire sull’attaccante pur dando fiducia alle linee guida iniziali, il Lecce doveva intervenire sugli interpreti del gioco offensivo, scegliendo calciatori con nelle corde la famigerata giocata giusta negli ultimi 20 metri che rende profittevoli equilibrio difensivo e passettini di crescita sulla costruzione di gioco. Stulic ha caratteristiche d’esecuzione e impatto diverse da Krstovic. E’ pacifico, con massimo rispetto dell’attaccante serbo a cui si augura un’immediata inversione di rotta sulla prolificità. Signori, è però indiscutibile che per segnare serve tirare. Stulic ha avuto la possibilità (e/o si è creato) poche volte di graffiare, anche se il gol col Parma è stato pregevole. Con lui è arrivato Cheddira, elemento più dinamico e tecnico. La voglia di rilancio del marocchino, che ritrova Di Francesco, dà un’altra consistenza rispetto a Camarda. L’operazione in entrata per il 17enne, firmatario di un gol che ha simboleggiato la prima svolta stagionale, non ha dato sufficienti benefici tecnici.

Parco esterni

Il Lecce è stato costruito per uno schieramento con quattro difensori, tre centrocampisti, due esterni offensivi e una punta. Partito a zero Morente dopo offerte corpose rifiutate l’anno scorso, sulle corsie ci sono Pierotti, N’Dri, Sottil e Banda. L’argentino inanella prestazioni di sostanza, lotta, tackles e contrasti. Peccato che però ad un’ala si chieda anche altro. I suoi gol (4 l’anno scorso, di cui 2 a Parma su intuizione di Krstovic) stanno mancando al pallottoliere del Lecce. A due segnature, entrambe utili perlopiù per le statistiche, c’è N’Dri, calciatore che spezza le partite ma che gioca poco e solo in situazioni di svantaggio. A sinistra, Banda (2 gol) stava vivendo il suo miglior periodo del quadriennio leccese, ma l’espulsione che ha complicato maledettamente Lecce-Parma è espressione dei limiti del calciatore. Sottil ha estro e piede superiore rispetto agli altri, le sue fiammate però non bastano specialmente se sono l’unica fonte, e non per tutta la gara, d’imprevedibilità del reparto offensivo.

Redazione

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25 Commenti
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7 mesi fa

Il mio _0

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7 mesi fa

Un altro terzino destro serviva.
E non mettere da parte Maleh ad inizio campionato…

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7 mesi fa

Per favore non la mettete più la foto di questo .. non sta più simpatico a nessuno ma proprio il 99% non lo sopporta più

7 mesi fa

Corvino altamente arrogante ed irrispettoso nel giudicare i tifosi che non possono andare allo stadio, “LEONI DA TASTIERA; che si nascondo dietro uno schermo”. Deve solo vergognarsi, poiche´ quei tifosi che seguono la squadra PAGANDO un abbonamento DAZN, sono in grado ed in diritto di qualificare il suo lavoro SCADENTE attraverso le prestazioni della squadra che LUI ha allestito. Non ci parli di milioni investiti in giocatori stranieri rappresentati dal figlio!!!! Vada in pensione il MALEDUCATO!!!!!

Core presciatu UL
7 mesi fa

Voto 2 come i 2 ignoti che hai preso a gennaio e che fanno panchina!

Ilnazario
7 mesi fa

Indubbiamente il DT ha fatto cose egregie, c è da aggiungere che la nota asticella, non è mai aumentata, anzi c è da dire che forse si è abbassata. Tanto che è vero, nella ultima stagione ci siamo salvati alla ultima giornata. Ora aggiungo che se sta famosa asticella si è abbassata, non è colpa dei tifosi ma di qualcuno altro che non faccio nomi.

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7 mesi fa

Caro direttore generale CORVINO. Mi sa che la moglie l ‘hai indovinata ma la squadra no.giocatori senza esperienza. Cambia strategia.

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7 mesi fa

Scusate..x tentare di salvarci…prendiamo calciatori non esperti e non inseriti nel sistema serieA…

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7 mesi fa

2

longjon
7 mesi fa

Come siete buoni. Il mercato del Lecce merita un 2 secco. Presi giocatori inutili,scarsi che non alzano il livello qualitativo di questa squadra evanescente…..sarebbe stato meglio pescare in serie B qualche giocatore giovane e promettente. Come al solito ne avevano individuato uno ( solo a chiacchiere però )…..e con le chiacchiere si va diritti con una pesara in serie B

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