A poche ore dal fischio d’inizio della partita decisiva tra Bosnia e Italia per l’accesso al Mondiale, ĆØ esploso un caso che ha sollevato preoccupazioni sulla tecnologia a disposizione dell’arbitro. In particolare, la Goal Line Technology (GLT), che consente di stabilire con precisione se il pallone ha oltrepassato la linea di porta, non sarĆ presente al Bilino Polje di Zenica. Questo stadio, datato e privo delle infrastrutture adeguate, non ha la capacitĆ di ospitare tale sistema, una situazione che solleva non poche interrogazioni a livello internazionale.
L’arbitro francese Turpin, dunque, dovrĆ dirigere la partita senza il supporto della GLT, che solitamente permette di evitare polemiche su episodi cruciali, come i gol fantasma. Inoltre, la direzione della gara sarĆ ulteriormente complicata dalla gestione del fuorigioco. Infatti, il VAR sarĆ presente, ma in una versione meno avanzata rispetto a quella a cui siamo abituati. Il sistema Cross Air 3D verrĆ impiegato per le decisioni relative al fuorigioco, al posto del più sofisticato SAOT (Semi-Automated Offside Technology), che fornisce una precisione maggiore e consente una gestione più fluida e rapida delle situazioni complesse.
Questa combinazione di limitazioni tecnologiche ha creato una situazione piuttosto singolare, che si svolgerĆ sotto gli occhi di Aleksander Ceferin, presidente della UEFA, che si troverĆ sugli spalti per assistere alla partita.
La decisione di giocare in queste condizioni solleva interrogativi anche sulle scelte relative agli stadi idonei per le competizioni internazionali, considerando che il supporto tecnologico ĆØ ormai diventato fondamentale per garantire la correttezza e l’efficacia delle decisioni arbitrali.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








