E se dopo uno 0-3 in casa il migliore è ancora Falcone…

Il Lecce si perde dopo il vantaggio di Scalvini e lascia il campo all’Atalanta che ringrazia e vince troppo facilmente

Mantenere la piena razionalità dopo un pomeriggio negativo come quello di ieri non è un lavoro facile anche per i più equilibrati. Chi si attendeva un Lecce arrembante e carico dopo le sconfitte di Cagliari e Cremonese dopo le delusioni e le polemiche post Bosnia-Italia ha passato una Pasquetta a maledire la scelta di essere allo stadio o davanti la tv. Fine della digressione e ritorno alla razionalità.

Numeri

Lecce-Atalanta 0-3 è stata una partita solo per 29’, dal fischio d’inizio al gol dello 0-1 di Scalvini che, restando in tema Pasquetta, ha dribblato Ngom con la leggiadria della partitella in pineta contro l’amico che ci ha dato dentro di birra già dalle 10. Nel mezzo, il pallone sparato in curva da Fofana e la prima di tre parate importanti di Wladimiro Falcone. Il capitano giallorosso ha chiuso la sua prestazione da 7 in pagella opponendosi anche al piatto di Krstovic nel primo tempo e Ederson prima del tris di Raspadori. Falcone migliore in campo in una sconfitta 0-3 con 0 tiri in porta. La razionalità deve per forza partire dai freddi numeri. Il Lecce di ieri non ha prodotto occasioni, non ha reagito, è rimasto spaccato dallo 0-1.

Il Lecce non può essere questo

Di Francesco ha fatto mea culpa non girandoci tanto attorno. “Il Lecce non può essere questo”. E siamo d’accordo con te mister. Una squadra che deve lottare fino all’ultimo per la salvezza non può perdere tutte le sue certezze al primo colpo in questo momento dove di fatto si scrive ciò che resta sull’almanacco. E passi l’assenza di qualità che costringe a preparare piani partita con trequartisti poco tecnici come Fofana. Ok l’idea di dar fastidio a Ederson, ma siamo alla massima involuzione del “trequartista muscolare” di Berettiana memoria. Il ragazzo va supportato, sempre citando l’allenatore, ma (fatti) gettare in orbita un pallone ghiotto così in una partita contro una big non fa certo uscire il tifoso razionale che è in tutti noi.

Il Lecce di DiFra ha saputo stare nell’equilibrio ma a sette partite dalla fine la sconfitta 1-0 con ottimi segnali e compattezza non basta più. L’allenatore ha fatto andare la squadra al massimo dei giri del motore per tante partite. Sta alla sua esperienza anche la ricetta per cambiare la storia anche del suo finale di campionato dopo due retrocessioni all’ultima giornata.

Criticità

Il Lecce non segna e molto probabilmente non si scoprirà macchina da gol nelle ultime partite. Non bastano i numeri da futuro campione di Tiago Gabriel, non bastano i contrasti di Pierotti divenuto imprescindibile, non basta dare il pallone a Banda in isolamento e sperare, non bastano temperamento e inserimenti di Gandelman. Non basta anche la speranza di vedere un gol di Cheddira, ieri uscito a testa tra i fischi nella masterclass dell’applaudito ex Nikola Krstovic. E, purtroppo, non basta neanche un mostruoso Wladimiro Falcone, diventato ancor più supereroe con la fascia da capitano. Nessuna sconfitta senza reazione deve sminuire il suo campionato. Qualità conclamate e sogni arditi sono andate a farsi benedire (solo per essere eleganti) con l’atteggiamento in campo visto ieri. E sia chiaro, siamo d’accordo con Di Francesco quando dice che “non basta un clic per cambiare le azioni di un uomo“. Bene, ieri deve essere la consapevolezza di tutto ciò che NON si deve essere da qui a maggio.

La corsa

Al momento, la lotta salvezza, stretta a Lecce, Cremonese e Cagliari (più una Fiorentina in risalita e con altre qualità) per l’ultimo posto con le ormai condannate Verona e Pisa, potrebbe per un altro anno ancora essere una gara a chi fa meno peggio raschiando il fondo del barile. Senza guardare (anche se ormai dobbiamo) in casa altrui, la ricetta per la reazione a Bologna deve essere duplice. Di Francesco dovrà sperare nel ritorno di pedine fondamentali in una rosa con già poche armi offensive (ieri Coulibaly e Gandelman part time più Gallo e Sottil out) e pulire la mente dei suoi calciatori da brutti pensieri isolando la prestazione di ieri.

Redazione

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