Il responsabile dell’area tecnica del Lecce, in una lunga intervista al Guerin Sportivo, parla della costruzione della squadra fatta in estate.
BASCHIROTTO. “Baschirotto ha le caratteristiche dei calciatori che cerchiamo: grande duttilità nei ruoli e pronto a lavorare sodo per migliorarsi. Elementi duttili come lui, e ne abbiamo acquistati diversi, ci permettono un equilibrio della rosa, che per forza di cose è allargata in modo da affrontare gli impegni stringenti. Baschirotto era un po’ fuori dai radar delle squadre più blasonate. Lo abbiamo pescato dalla Serie B e negli anni precedenti ha fatto una trafila dall’Interregionale fino alla Serie C. E adesso si è ritrovato a marcare Lukaku al Via del Mare e Osimhen allo Stadio Maradona. Una bellissima storia”.
BANDA. Lameck Banda è un talento del 2001, un’operazione che caratterizza uno degli aspetti di questa società: cercare di creare delle risorse non solo per il presente, bensì per il futuro, in un’ottica di sostenibilità del club e di aumento del valore dei calciatori. Lui è Banda in una banda, di ragazzi esordienti e affamati si intende. Noi abbiamo la rosa più giovane del campionato: ventitré anni. Contro il Napoli sono scesi in campo esterni Gendrey (’00) e Gallo (’00), sulla mediana Hjulmand (’99), Helgason (’00), Askildsen (’01), González (’02) e in attacco Banda (’01) stesso e Colombo (’02). In un mercato delle idee, è importante sondare i mercati alternativi. Abbiamo esplorato quelli del Nord Europa, in particolare l’area scandinava. Siamo passati poi ad osservare il Medio Oriente, con Israele, e successivamente lo scenario africano. Banda lo abbiamo osservato nelle partite con la Nazionale dello Zambia e nel campionato israeliano.
CAMPIONE DEL MONDO. Riguardo a Samuel Umtiti, tutti mi chiedono “com’è nato questo colpo?”. Negli anni ho stretto degli ottimi rapporti con professionisti dell’area spagnola, che lavorano in relazione alla Liga. Uno di questi è il procuratore Arturo Canales. Avevo tesserato a zero lo scorso anno per la primavera un talento della cantera del Barcellona, da lui rappresentato, e che si è preso il centrocampo del Lecce: Joan González. Quest’anno abbiamo colto tutti di sorpresa, portando, insieme, nel Salento, un campione del mondo.
GLI ALTRI. “Non mi piace guardare ‘il colpo’, osservo quello che hanno fatto i miei colleghi in generale. Tiago Pinto nella Roma, sia in entrata che in uscita, ha fatto un ottimo lavoro e se ne parla poco. Avrebbe meritato più gratificazione. È riuscito addirittura a portare Dybala a parametro zero. Certo, se proprio devo guardare al singolo colpo, il capolavoro l’ha fatto il Napoli con Kvaratskhelia”.
IL SETTORE GIOVANILE PER RIVIVERE GLI ANNI DEGLI SCUDETTI. “Stiamo ritornando a creare le condizioni di quel periodo, nel quale il settore giovanile del Lecce riuscì a vincere sette titoli nazionali, tra primavera, giovanissimi e allievi, e sfornare talenti del territorio e da altre parti del mondo, come il Sud America e l’area balcanica. Una struttura solida figlia delle nostre idee. Quando arrivai al Lecce, il settore giovanile lo abbiamo ricostruito nuovamente con dedizione. Oggi stiamo ricreando quella sinergia tra le scuole calcio dei vari comuni, gli osservatori e la prima squadra. Oggi siamo riusciti a riportare la primavera in A1 e man mano stanno uscendo fuori risorse importanti, grazie allo stesso metodo utilizzato nelle vincenti annate degli inizi Duemila”.









Troppo parli ,amu capitu Ca’ si bravu
Ehi che modi… . Lu cristianu tene n’età veneranda. È meju cu parla moi ca poi..
Grande Direttore.. unico 👏👏🔝🔝