Vaia, commissione medica Figc: “Sbagliato non mettere il gruppo squadra in bolla”

Il direttore sanitario dello Spallanzani e medico della federcalcio critica aspramente le misure di cautela non applicate nel calcio

ERRORE. “Se uno vive la propria vita normale al di fuori del gruppo squadra una volta finito l’allenamento o la partita rende faticoso il contact tracing. Sarebbe stato molto più semplice mettere tutti in bolla per un determinato periodo. Nel caso di Parma bisogna verificare i contatti di questo giocatore”. Così Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani e membro della commissione medica Figc a Radio Punto Nuovo. “Mi dispiace che il Parma abbia avuto un positivo, stiamo lavorando affinché i tamponi vengano fatti almeno una volta a settimana, farlo ogni 3-4 giorni non serve”.

LA PROCEDURA. “La positività di un elemento del gruppo squadra prevede che si attivi subito il contact tracing, quindi capire con chi è stato a contatto. Sbagliato non costringere il gruppo squadra a vivere almeno per un periodo, tutti insieme. Mettere tutti in una bolla significa per i ragazzi che vivono una vita privilegiata fare un piccolo sacrificio ed essere allontanati dalla famiglia per due settimane”.

TIFOSI. “L’emergenza è una cosa utile, ma non esaustiva. Va bene l’allerta, ma tutta la società va riaperta, compreso lo stadio. Dobbiamo rivedere le regole, adattarle al tempo che stiamo vivendo. Se si possono fare spettacoli, concerti all’aperto, cinema all’aperto si può anche andare a vedere una partita”.

Redazione

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