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Il Lecce e i derby provinciali: il Gallipoli e la “trasferta” al Via del Mare (VIDEO)

L’unica partita finora giocata tra due compagini salentine in Serie B fu Lecce-Gallipoli nel 2009/2010. Gli jonici, dopo la storica promozione della stagione precedente, incapparono in una stagione tribolata sin dall’estate.

L’unico, storico, derby salentino della serie cadetta fu Lecce-Gallipoli. Dopo il bagno di folla del 17 maggio 2009, la data della storica promozione in B della Perla dello Jonio, il Gallipoli, compiuta la scalata nell’era del presidente Vincenzo Barba, sbarcò in Serie B con in panchina il Principe Giuseppe Giannini. Prima di parlare dei due derby, ripercorriamo le stagioni delle compagini per scavare nella nostra memoria e avere un quadro più completo.

ESTATE CALDA A GALLIPOLI. Passata la festa, però, cominciarono i guai. Stadio Bianco non idoneo per la Serie B, niente deroga e domanda d’iscrizione accettata con il Via del Mare decretato come impianto di casa e tanto immobilismo estivo. A dieci giorni dal campionato (mentre la Primavera perse 6-0 a Lumezzane in Coppa Italia) Vincenzo Barba cede le quote societarie all’imprenditore friulano Daniele D’Odorico e il Gallipoli (sembrò) partire nonostante il ritardo.

IL TORNEO. Il d.s. Fioretti costruì in fretta e furia una squadra negli ultimi giorni di calciomercato e il sorprendente pari di Ascoli all’esordio apre una stagione dove il Gallo chiude all’undicesimo posto con 28 punti, un risultato impensabile a Ferragosto. Da gennaio in poi, però, le risorse terminano, le carte in campo si mischiano e il punto di non ritorno è Gallipoli-Grosseto 2-2. Nel gelo del Via del Mare, i calciatori, al fischio d’inizio, restano bloccati nella propria metà campo e regalano la palla agli sbigottiti avversari tenendo le spalle rivolte alla tribuna centrale dello stadio. Poi, il capitano Scaglia mostra una maglia con la scritta “Capisci“, un messaggio al presidente. Nel dopo partita, infine, succede di tutto. I tifosi gallipolini presenti a Lecce fischiano e ululano contro la dirigenza. La fine è chiara: cambi di allenatore (dopo Giannini, De Pasquale e poi Ezio Rossi), inesperienze, rosa ridotta all’osso e gestione tragica con una società ormai assente. I dirigenti si affannano per assicurare almeno le trasferte per concludere dignitosamente in campionato, che termina con Modena-Gallipoli 3-2 del 30 maggio 2010.

GLI UOMINI DELLA PROMOZIONE INASPETTATA. Un’altra storia fu vissuta a Lecce. Gigi De Canio raccolse la squadra l’anno prima dopo il fallimento di Mario Beretta nella massima serie e abbracciò l’innovativo progetto del tecnico-manager all’inglese. Il primo posto finale, su cui in pochissimi ci avrebbero scommesso prima dell’inizio, arriva con un rendimento in crescendo. Attorno alle colonne Giacomazzi, Fabiano, Angelo, Munari e Vives si vincono le scommesse Baclet, Marilungo, Mazzotta, Corvia (un ritorno), Rosati (titolare nonostante lo scetticismo), Terranova e Belleri. A gennaio, con la squadra in piena lotta promozione, la società farà l’azzardo finale con Di Michele, Loviso e Bertolacci.

RENDIMENTO IN CRESCENDO. Il Lecce partì male, ma i successi non tardarono ad arrivare e alla tredicesima giornata, dopo il bis di vittorie con Grosseto e Albinoleffe, i giallorossi sono soli in vetta. Ci resteranno fino alla fine. Pochissime sconfitte (due contro la bestia nera Cesena che, di fatto, rinviò la festa promozione a Lecce-Sassuolo 0-0 dell’ultimo turno) furono la tempra di una squadra disciplinata, che sfruttò al meglio la stagione no di Torino e Reggina, sulla carta competitor accreditate. Dalla 30° giornata in poi c’è lo scatto finale, il cui apice arriva nella vittoria della 34° proprio contro il Toro. Alla fine, la promozione sarà storica per la prima Coppa Ali della Vittoria sollevata al cielo del Via del Mare. Primo attacco del torneo e Corvia capocannoniere con 17 gol.

IL DERBY IN TRASFERTA.  Il primo confronto tutto giallorosso, giocato con il Lecce “in trasferta” finì con uno 0-3 per i leccesi. Il risultato fu deciso dalle reti, tutte nel secondo tempo, di Daniele Corvia e Guido Marilungo (doppietta). Il punteggio però non annullò le recriminazioni joniche: la squadra allenata da mister Giuseppe Giannini, dominatrice del primo tempo sul piano delle occasioni, andò vicina al vantaggio in apertura di match con Sosa. Un contatto tra Schiavi e Di Gennaro al limite dell’area, se sanzionato come fallo da ultimo uomo per il difensore campano, poteva cambiare l’inerzia del match a metà tempo, prima di una grande parata di Rosati su un’inzuccata di Di Gennaro. Nella ripresa, la musica cambiò. Una discesa di Giuliatto, condizionata da un’uscita rivedibile dell’estremo difensore del Gallo Garavano, portò Corvia in gol dopo soli 3 minuti. La rete dell’ariete romano aprì la via al successo “ospite”, arrotondato dalle segnature di Marilungo (sontuoso il primo stacco di testa sul difensore Grandoni, decisamente più alto di lui), intervallate da un rigore parato da Garavano, parzialmente riscattatosi grazie all’intervento su Baclet.

DESTINI DIAMETRALMENTE INVERSI. Con il Lecce proiettato verso la promozione ed il Gallipoli, quasi in autogestione dopo l’addio di D’Odorico, la partita di ritorno fu comunque tirata. Il Gallo era di un’altra pasta, ma comunque la partita fu giocata egregiamente dall’undici di De Pasquale, caricato dall’entusiasmo dei 2000 supporters gallipolini. Un primo tempo avaro di emozioni fu il preludio ad una ripresa dove il Lecce sfiorò il vantaggio con Terranova, Marilungo, Corvia (bellissimo il salvataggio sulla linea di Abbate) e Di Michele, ma al 40’ Sciarrone non poté niente sul guizzo dell’attaccante romano. L’orgoglio del Gallo, generoso e professionale fino all’ultimo nonostante le acque agitate sotto il punto di vista economico, portò all’incrocio dei pali di Viana nei minuti di recupero, tanto da lasciare qualche rimpianto.

Leggi qui la Prima puntata: Lecce-Nardò: habitué tra anni Sessanta e Settanta

Leggi qui Seconda puntata: Lecce-Maglie: il derby salentino della C negli anni Cinquanta

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