Avete mai immaginato di vivere l’esperienza degli esclusivi ed eclettici club della Londra anni ’90 in una cornice unica come quella della città di Gallipoli? O ancora di trascorrere una serata in compagnia, partendo dall’aperitivo, passando per una buona cena fino al drink da pre-serata tutto in un unico posto? Fantasia che incontro ora la realtà grazie a Flora, il club bistrot di Matteo Piro che ha portato in riva allo Jonio la contaminazione di diverse tipologie di ristorazione.
Com’è nata l’idea Flora?
“L’idea trae origini nei quindici anni di esperienza che ho potuto accumulare nel settore, lavorando non solo nella mia Gallipoli ma anche lontano dal nostro territorio, come a Milano e a Lugano, oltre che da esempi importanti che ho avuto da mia nonna e da mio zio. Ad un certo punto è cresciuta in me la voglia di mettermi in proprio, di dare alla mia città qualcosa di diverso uscendo dalla cerchia del classico locale. Così ho creato Flora, che descrivere come un piccolo club bistrot capace di includere diverse tipologie di esperienze, dall’aperitivo pre-cena fino al drink dopo cena passando, il tutto con cambi di scenario all’interno dello stesso luogo. Ho preso spunto dalla Londra anni ’90 e dai suoi club esclusivi che proponevano un’offerta completa che andasse dal superalcolico al pasto. Nulla di facile da realizzare a Gallipoli, ma l’idea mi intrigava. Proponiamo un menù dai sapori forti e locali con contaminazione fusion, sia in termini di prodotti che di esperienza in toto. Integriamo infatti la ristorazione con il dopocena e con l’animazione”.
Cosa pensi abbia in comune la tua attività con un club come il Lecce?
“Sicuramente quello che può rappresentare per la gente comune, vogliosa, dopo lunghe giornate di lavoro, di evadere dalla quotidianità con qualcosa che emozioni, venendo magari proprio a trovarci ed a parlare della partita o del momento della squadra davanti ad un buon drink. E poi, con le dovute proporzioni, anche noi abbiamo voluto creare qualcosa di diverso, di unico nel nostro contesto, così come il Lecce sta proponendo una tipologia di calcio differente nell’ambito della Serie A”.
Tra ieri e oggi, cosa rappresenta per te il Lecce?
“Per me il Lecce rappresenta spesso una boccata d’aria fresca, frutto della condivisione di una passione con chi ti circonda. Che poi è l’essenza stessa di una passione emozionante come quella per il calcio”.
Concludendo, quale piatto del vostro menu, a cui sei particolarmente legato, proporresti?
“Per bontà, radicamento al territorio e colori, ovviamente giallorossi, proporrei il tentacolo di polpo cotto a bassa temperatura con burrata, pomodirini gialli, pomodorini rossi e polvere di caffè”.
Seguici su
Aggiungi calciolecce.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.








