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Tutti allo stadio – Il Rigamonti di Brescia, la base storica e “dispersiva” e le nuova curve tubolari

Protagonista della sesta puntata della rubrica dedicata agli stadi della Serie B è l’impianto che ospita le gare del Brescia.

Dopo averne sofferto per un anno e mezzo l’assenza, depredate forzatamente di quella che, assieme ai 22 in campo ed al pallone, è la propria principale componente, gli stadi italiani hanno riabbracciato il proprio pubblico. In attesa che questo ricongiungimento si compia al completo abbiamo deciso di riportare comunque gli impianti sportivi al centro dell’attenzione, o almeno quelli cadetti, con una rubrica ad hoc. Oggi tocca allo stadio del Brescia, prossimo avversario del Lecce.

Lo Stadio Mario Rigamonti di Brescia è ubicato a Mompiano, quartiere settentrionale del popoloso centro lombardo dove aveva già sede un datato e secondario impianto sportivo. Nel 1956 fu proprio quell’area ad essere designata per la costruzione di quella che sarebbe diventata la nuova casa del Brescia Calcio, fino ad allora attiva presso lo Stadium di Viale Piave, in pieno centro città. Servirono tre anni perché i progetti del Comune diventassero realtà e la nuova struttura fu pronta per il campionato di Serie B 1959/60. La stessa venne intitolata al celebre Mario Rigamonti, bresciano e centrocampista del Grande Torino scomparso dieci anni prima a Superga.

Al momento della sua inaugurazione, così come nei successivi sessant’anni, lo stadio biancazzurro si presentava con struttura ovale dotata di pista di atletica. Particolarmente caratteristica, rispetto ad altri impianti a pianta simile, era la forma “spezzettata” dei settori di curva che dava una sensazione di lontananza e dispersione anche superiore, in rapporto, a quella di strutture simili.

La capienza originale di 28270 si è vista ridotta dalle regole mutate con l’arrivo del nuovo millennio, fino ad arrivare agli attuali 20mila. Dal 2012 prima e dal 2019 poi la base ovale è stata, almeno momentaneamente, accantonata. Gli spazi vuoti (prima utilizzati dall’atletica leggera) alle spalle delle due porte sono stati infatti riempiti dalle strutture tubolari che sono andate a costituire le due nuove curve, rispettivamente di 5000 (Curva Nord) e 4300 (Curva Sud). Tutto un altro colpo d’occhio per il nuovo Rigamonti.

QUI la puntata sullo Zini di Cremona.

QUI la puntata sul Vigorito di Benevento.

QUI la puntata sullo Scida di Crotone.

QUI la puntata sul Tombolato di Cittadella.

QUI la puntata sul Del Duca di Ascoli.

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