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Tutti allo Stadio – Il Liberati di Terni, il “cugino” del Bentegodi

Protagonista della diciassettesima puntata della rubrica dedicata agli stadi della Serie B è l’impianto che ospita le gare della Ternana.

Dopo averne sofferto per un anno e mezzo l’assenza, depredati forzatamente di quella che, assieme ai 22 in campo ed al pallone, è la propria principale componente, gli stadi italiani hanno riabbracciato il proprio pubblico. Ora che questo ricongiungimento si è compiuto al completo abbiamo deciso di riportare gli impianti sportivi, o almeno quelli cadetti, al centro dell’attenzione con una rubrica ad hoc. Oggi tocca allo stadio della Ternana, prossimo avversaria del Lecce.

Lo Stadio Libero Liberati di Terni affonda le sue radici ad inizio anni sessanta, quando si manifestò l’esigenza di poter contare, nella città del sud dell’Umbria, su un impianto ben più capiente del piccolo Viale Brin. I lavori iniziarono nel 1961 sotto la guida dell’architetto Baruchello, lo stesso del Bentegodi di Verona. Così, chi guarda oggi l’impianto ternano, noterà la somiglianza in leggera miniatura con lo stadio dell’Hellas. La forma marchio del professionista è difatti inconfondibile: planimetria ellittica a tre livelli, con la curiosità dell’interruzione delle curve nella parte centrale delle stesse (da qui la particolare presenza defilata del tifo caldo rossoverde).

Vuoto riempito a metà anni settanta con la realizzazione di due ulteriori porzioni di spalti lievemente staccati dall’ovale complessivo. Il tutto contribuì comunque a far arrivare il Liberati alla sua capienza massima, che negli anni d’oro della Ternana in Serie A arrivò persino a superare quota quarantamila. Oggi siamo ad esattamente la metà a causa delle varie leggi che si sono susseguite. Gli ultimi restyling risalgono, in modo scaglionato, al nuovo millennio, con i lavori più recenti (2018) che hanno previsto la presenza di seggiolini in ogni settore dello stadio.

QUI la puntata sullo Zini di Cremona.

QUI la puntata sul Vigorito di Benevento.

QUI la puntata sullo Scida di Crotone.

QUI la puntata sul Tombolato di Cittadella.

QUI la puntata sul Del Duca di Ascoli.

QUI la puntata sul Rigamonti di Brescia.

QUI la puntata sullo Stirpe di Frosinone.

QUI la puntata sul Mazza di Ferrara.

QUI la puntata sull’Arena Garibaldi di Pisa.

QUI la puntata sul Teghil di Lignano Sabbiadoro.

QUI la puntata sul Sinigaglia di Como.

QUI la puntata sul Moccagatta di Alessandria.

QUI la puntata sul Brianteo di Monza.

QUI la puntata sul Curi di Perugia.

QUI la puntata sul San Vito Marulla di Cosenza.

QUI la puntata sul Tardini di Parma.

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