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Tutti allo Stadio – Il Menti di Vicenza, dai bombardamenti al “palo” degli anni novanta

Protagonista della diciannovesima ed ultima puntata della rubrica dedicata agli stadi della Serie B è l’impianto che ospita le gare del Vicenza.

Dopo averne sofferto per un anno e mezzo l’assenza, depredati forzatamente di quella che, assieme ai 22 in campo ed al pallone, è la principale componente del calcio, gli stadi italiani hanno riabbracciato il proprio pubblico. Ora che questo ricongiungimento si è compiuto al completo abbiamo deciso di riportare gli impianti sportivi, o almeno quelli cadetti, al centro dell’attenzione con una rubrica ad hoc. Per l’ultima puntata tocca allo stadio del Vicenza, prossimo avversario del Lecce.

Lo Stadio Romeo Menti ha visto la luce tra le due guerre mondiali, in un territorio che proprio dai conflitti è stato bersagliato. La sua costruzione, avviata nel 1934 per concludersi l’anno dopo, avvenne proprio per ridare alla città uno stadio dopo che il precedente, il Borgo Casale, era andato distrutto dai bombardamenti del 1915-18 nello stesso luogo. Anche il nuovo Campo del Littorio, però, subisce lo stesso trattamento nella Seconda Guerra, pur non venendo raso al suolo. A necessitare del rifacimento completo è solo il terreno di gioco e questo avviene nel 1945.

Quattro anni dopo il Comune delibera l’intitolazione dell’impianto alla memoria del vicentino Romeo Menti, ala del Grande Torino scomparso nell’incidente di Superga. Subito dopo l’impianto viene profondamente rinnovato con l’eliminazione della pista d’atletica, raggiungendo una capienza massima di circa 32mila posti disponibili. Nei decenni successivi sono vari i lavori al quale il Menti è sottoposto, tra cui l’eliminazione dei pilastri che creavano dei punti cechi alle tante telecamere che, negli anni novanta, iniziavano a proliferare in modo abbondante negli stadi italiani. Eliminato quel segno distintivo ed in seguito agli aggiustamenti post 2007, l’impianto del Vicenza ha raggiunto di fatto lo status quo attuale, quello di una struttura in stile inglese, con spalti molto vicini al terreno di gioco e barriere ridotte al minimo.

QUI la puntata sullo Zini di Cremona.

QUI la puntata sul Vigorito di Benevento.

QUI la puntata sullo Scida di Crotone.

QUI la puntata sul Tombolato di Cittadella.

QUI la puntata sul Del Duca di Ascoli.

QUI la puntata sul Rigamonti di Brescia.

QUI la puntata sullo Stirpe di Frosinone.

QUI la puntata sul Mazza di Ferrara.

QUI la puntata sull’Arena Garibaldi di Pisa.

QUI la puntata sul Teghil di Lignano Sabbiadoro.

QUI la puntata sul Sinigaglia di Como.

QUI la puntata sul Moccagatta di Alessandria.

QUI la puntata sul Brianteo di Monza.

QUI la puntata sul Curi di Perugia.

QUI la puntata sul San Vito Marulla di Cosenza.

QUI la puntata sul Tardini di Parma.

QUI la puntata sul Liberati di Terni.

QUI la puntata sul Granillo di Reggio Calabria.

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