La permanenza in Serie A del Lecce 2023/2024 è il terzo successo del nuovo corso impresso dal responsabile dell’area tecnica dopo la promozione con successiva salvezza centrata dopo aver scelto Marco Baroni. Anche quest’anno, i giallorossi hanno condotto tutta l’annata fuori dalla zona retrocessione. Per Pantaleo Corvino è la sesta permanenza in Serie A nell’area tecnica del Lecce. Dopo le prime due nel 1999/2000 e 2000/2001, suggellate rispettivamente al penultimo (Lecce-Torino 2-1) e ultimo (Lecce-Lazio 2-1) turno, l’altra doppietta avvenne dopo l’immediata promozione del 2002/2003. Delio Rossi (2003/2004) e Zeman, nel 2004/2005 all’ultima giornata (3-3 col Parma) con qualche rimpianto da parte di tecnico e parte della tifoseria, furono gli allenatori dell’altro bis “corviniano” a cui si aggiunge, una vita dopo, la salvezza del 2022/2023.
RESTAURAZIONE E RECORD. La missione di quest’anno del responsabile dell’area tecnica si potrebbe titolare con la parola “restaurazione”. La decisione di operare l’esonero, il secondo a Lecce in carriera dopo Cavasin, di Roberto D’Aversa dopo la sconfitta 0-1 contro il Verona, chiusa dalla testata del tecnico ad Henry, ha messo di fronte Corvino a una nuova sfida. Centrare la salvezza con un cambio di tecnico per la prima volta in Serie A e per di più a sole dieci giornate dalla fine. Dell’operato di Gotti da equilibratore e del suo grande peso per il raggiungimento dell’obiettivo abbiamo già parlato. Simbolicamente, l’ultima conferenza stampa ad oggi di Corvino è coincisa con la presentazione di Luca Gotti. Da lì, ripetiamo simbolicamente, l’evidenza è passata al tecnico veneto e alle sue vittorie raggiunte con aggiustamenti tattici e valorizzazione delle potenzialità.
ANALOGIA. L’opera di restaurazione e cultura del rialzarsi dopo la caduta, impressa da Pantaleo Corvino, ci porta indietro alla sua terza salvezza da direttore sportivo del Lecce. Il Lecce di quest’anno si è salvato a due turni dalla fine (maledetto spezzatino), come accadde alla squadra allenata da Delio Rossi nel 2003/2004, in un campionato però a 18 squadre con 34 partite e 4 retrocessioni. L’allora neopromosso Lecce ebbe tantissime difficoltà fino a gennaio. Dopo 16 gare, i giallorossi avevano solo 9 punti. Lì l’allenatore fu il punto fisso e furono cambiati gli interpreti in campo in una squadra che non riusciva a raggranellare punti..
DAI CAMBI ALL’EPICA. Fuori Amelia, Budel, Piangerelli e (lo sfortunato) Cimirotic, dentro Bolano, Sicignano, Franceschini, Dalmat e Mariniello. Ciò che successe dopo è epica e i numeri sono troppo freddi per descrivere le emozioni: 9 vittorie, 5 pareggi e solo quattro sconfitte nelle restanti 18 partite, la serie positiva record in A di sette risultati utili e la salvezza raggiunta aritmeticamente dopo il tris di vittorie contro Udinese, Juventus e Torino. Un cammino difficilmente ripetibile avviato dagli interventi di mercato di Corvino rilanciando tre riserve di A (Bolano, Sicignano e Franceschini), un calciatore proveniente dalla C (Mariniello dal Foggia) e una scommessa estera (Dalmat dal Grenoble) per poi far esplodere gli assi Stovini, Cassetti, Konan e Chevanton.
OGGI. Quest’anno, l’opera di Corvino è iniziata da un rafforzamento del patrimonio mettendo sotto contratto Falcone, Oudin e Pongracic, prestiti nel 2022/2023. Il croato ha giganteggiato dietro come Umtiti, ma con diverse qualità, l’anno scorso. La partenza di Hjulmand è stata compensata con Ramadani e il centrocampo si è completato con Rafia e Kaba. Almqvist e Venuti gli altri rinforzi. In avanti, numeri e prestazioni alla mano, Krstovic, “9” di proprietà e potenzialità, ha prodotto più di Ceesay e il “duo” con Piccoli ha superato il bottino reti della coppia formata dal gambiano e da Colombo. I milioni incassati per l’ex capitano danese, campione di Portogallo con lo Sporting e maggior plusvalenza nella storia del Lecce, sono stati utilizzati per tutte le operazioni in entrata.
CICLO INIZIATO AL MEGLIO. “Dobbiamo sentirci tutti Davide e non Golia”, ammoniva Corvino a fine calciomercato estivo pochi giorni prima di mettere la firma sul contratto, annunciato già a giugno, che avvia un altro ciclo triennale. L’avvio arrembante di D’Aversa ha premiato il Lecce dopo il paragone biblico con le reti di Krstovic e gli sprint di Almqvist sugli scudi. I nuovi hanno impattato bene sul massimo campionato, “un animale difficile da combattere” usando un’espressione di Corvino, e i punti messi a referto dopo l’avvio monstre hanno dato sicurezza (anche troppa in dei momenti) nelle successive montagne russe.
DIFFICOLTA’ INVERNALI. A gennaio, sono stati cercati invano rinforzi di spessore dal panorama europeo. De Wit stoppato dall’AZ, Lagerbielke saltato per scelta del Celtic con il ragazzo quasi all’imbarco dell’aereo con direzione Aeroporto di Brindisi. In inverno, la cessione di Strefezza, spinta da quadro generale e stagione a diversi numeri rispetto al passato, è stata compensata dall’acquisto di Pierotti. L’argentino, monitorato da tempo, proveniente da una stagione lunghissima e stressante (retrocessione con il Colon) ha comunque inciso con due importanti assist alla salvezza del Lecce dopo lo scetticismo iniziale. Se sarà “corvinata” totalmente vincente lo vedremo alla conferma. La valorizzazione di alcuni calciatori da parte di Gotti, le cui scelte, parola di Corvino, hanno azzittito le dicerie su presunte partecipazione nelle scelte di campo, ha lenito anche le paure per un mercato invernale senza innesti. “Non si poteva fare di più a gennaio”, le parole a riguardo con chiarezza del responsabile dell’area tecnica.
SUCCESSO. Il Lecce, campione d’Italia per rapporto punti-monte ingaggi, ha lavorato con il primo obiettivo, anche prima dei successi di campo, dell’equilibrio economico-finanziario. Corvino, divenuto cittadino onorario di Lecce a fine ottobre, ha valorizzato ancora una volta al meglio le poche risorse disponibili e centrato la salvezza in anticipo superando anche le più rosee aspettative. L’arte dell’intravedere, in un mercato dove iniziano a dominare gli algoritmi, è la base delle sue scelte, e il calciomercato che oramai è alle porte darà eventualmente un’ulteriore valorizzazione alla sua opera dopo quella compiuta sul campo da Gotti. Calma, esperienza e razionalità hanno contribuito a tenere la barra dritta anche nei momenti peggiori del campionato, con il calciomercato aperto e il Lecce in calo tecnico e di risultati. La virata compiuta in panchina e non sul campo come in passato è seguita a valutazioni sui calciatori e la lettura di Gotti sin dal primo giorno ha creato la chimica necessaria per vincere.
LA PRIMAVERA. In più, il lavoro di restaurazione del responsabile ha investito anche la formazione Primavera. Dopo lo scudetto dello scorso anno, con conseguente cambio di regole “strategico”, la squadra consegnata a Coppitelli è stata inizialmente un po’ disordinata tra reduci dalla scorsa annata (fondamentali in corso d’opera Borbei e Burnete) e tanti nuovi. Anche qui, i cambi in corso hanno dato un assetto definito e la salvezza, conquistata in controllo, è un obiettivo raggiunto. Ad oggi sembra difficile eleggere un nuovo Gonzalez, Dorgu o Berisha, ma le convocazioni per Esposito (primo oceaniano della storia del Lecce) lasciano presagire successivi test. L’ex Melbourne è stato un innesto in corsa insieme agli altri titolari Yilmaz e Winkelmann.
PER VINCERE ANCORA. Il lavoro per il Lecce 2024/2025 è già in corso da tempo, con Pierret dal Quevilly-Rouen primo rinforzo. Se il primo anno del nuovo ciclo triennale si è chiuso con una salvezza da record, i tifosi del Lecce possono immaginare conferme e crescite nel 2024/2025, in quello che sarà il 19° campionato di Serie A della storia giallorossa. La programmazione puntuale è necessaria, come anche la capacità di restaurare e centrare l’obiettivo vincendo anche nuove sfide. A 74 anni (75 il prossimo 12 dicembre), Corvino non vuole fermarsi prima di passare il testimone a Stefano Trinchera. E sì, Pantaleo l’ha fatto AncorA. Per la sesta volta. L’unico rimpianto della lunghissima carriera di Corvino, dalla Terza Categoria a Vernole alla Champions League di Firenze, è non aver mai potuto lottare per lo scudetto. Sei salvezze con la squadra della sua terra, più i successi giovanili, però, rendono il palmarès di uno dei decani del calcio italiano altrettanto se non più brillante.
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Vengono spesso eliminati anche i miei di Commenti, mai volgari, caro Alessandro ! I miei, spesso sono non a favore del nostro Direttore e questo evidentemente disturba la Redazione (pappa e ciccia)…….. facci l’abitudine anche Tu! Per quanto riguarda il Direttore…… “SANTO SUBITO” Viva il Presidente! 🔴🟡
Quanti gugoliani pseudoTifosi !!!!!!! Tacete se dovete scrivere CASTRONERIE!!!!!!!!
Grande Pantaleo Corvino, orgoglio salentino!!! 💛❤️
Ma il Lecce deve solo combattere x la salvezza ??? Non potrebbe optare x altro ??
Gentile redazione, non capisco perché (e non è la prima volta) vengano eliminati i miei commenti, sempre educati e mai volgari
Facci l’Abitudine ! Lo fanno spesso con me ! 👋
Il mercato di gennaio (giudico da Tifoso ovviamente) non è stato adeguato alle aspettative, abbiamo rischiato molto ma è andata bene.
La vera fortuna è stata la ‘ncapuzzata.
Ma la fortuna aiuta gli audaci.
E a mio parere chi vince ha sempre ragione.
Ancora onore a chi ha vinto 👏🫶
Immenso Pantaleo! 💪🏽💪🏽💪🏽💛❤️💛❤️💛❤️
Ogni tanto leggiamo gli articoli della carta stampata e precisamente l’articolo di Xavier Jacobelli sul Corriere dello Sport dedicato al Lecce…
In sintesi paragona la salvezza del Lecce alle imprese di Atalanta e Bologna.
Eh… ma molti ipocriti fingono di non capire
Pantaleo, togliti la soddisfazione di portare gli onanisti in Europa!!
Lu Corvo tanta roba