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La B e le sue maglie – Brescia, la nascita della Rondinella sul petto per “ruffianeria”

Dodicesima puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, all’emblema per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca al Brescia.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nelle maglie della Serie B prosegue con la prossima avversaria del Lecce, il Brescia. Il club lombardo è famoso in Italia, ma anche oltre i confini nazionali, per la celebre “V” bianca sul petto da cui trae il soprannome di Rondinelle. Come spesso accade quando si tratta di origini dei simboli societari, alle spalle degli stessi c’è una storia particolarmente articolata.

colori sociali della compagine bresciana erano inizialmente diversi. La prima maglia adottata dal Brescia Foot Ball Club (agli albori Società Ginnastica La Victoria) era a strisce verticali arancioblu, poiché il sodalizio era nato dalla fusione di Forti e Liberi e CS Brixia che adottavano quei colori. La prima comparsa dell’attuale biancazzurro fu invece nel 1914, quando si decise di virare sui colori del gonfalone cittadino. La divisa era ai tempi interamente azzurra con bordi bianchi.

Solo nel 1927 comparirà la “rondine“, ovvero la famosa “V” bianca su sfondo azzurro. Il motivo è molto pragmatico e poco romantico: fu per arruffianarsi le grazie di un’altra compagine cittadina, la Voluntas. Questa era infatti proprietaria di un neonato impianto sportivo, lo Stadium, e per poterne usufruire senza troppi oneri, il FBC Brescia decise di omaggiare i concittadini inserendo la loro iniziale sulla propria divisa ufficiale. Così fu fino al 1940, per poi tornare al vecchio total blue quando vi era ormai l’odore della costruzione del nuovo, ed attuale, impianto bresciano.

Nel secondo dopoguerra, con l’avvento della Repubblica, si virò brevemente verso una maglia bianca per discostarsi dall’azzurro-Savoia, riabbracciato già nel 1952. Nei decenni successivi su susseguiranno vari inserti bianchi sul completo azzurro: dal 1968 al 1970 ci sarà la banda trasversale, nel 1974/75 tornerà momentaneamente la V ma in piccolo, nella parte sinistra del petto. Nel 1981 ecco invece una versione particolare: completo interamente azzurro con leone bianco in grande sempre dove ora campeggia lo stemma. Solo nel 1991 si arriverà alla versione definitiva e non più abbandonata: quella azzurra con la Rondine sempre in grande a dominare la parte anteriore.

Un’eccezione celebrativa c’è stata nel 2010/11, l’anno del centenario, quando il Brescia ha deciso di utilizzare una delle prime maglie del club, quella con banda verticale bianca. La seconda maglia è sempre stata la versione “in negativo” della prima, ovvero bianca con “V” azzurra. Per la terza invece, oltre al classico nero, si sono alternati il particolare rosso, il grigio-blu e, soprattutto, l’arancio blu dei pionieri del calcio nella Leonessa d’Italia.

E andiamo al presente: l’attuale divisa del Brescia è di stampa tutto sommato semplice e tradizionalista. La Kappa non ha infatti stravolto il classico azzurro con “V” bianca sul petto, con le semplici modifiche nelle dimensioni della “rondine”, leggermente più grande del solito, e dell’inserimento sulla stessa di due righe azzurre parallele ai vertici. La seconda è la mera versione bianca dell’home kit, mentre delle novità particolari sono state riservate alla terza. Questa presenta un inedito accostamento grigio-turchese, con la presenza nella parte inferiore ed in chiaroscuro di “V” parallele a replicare quella principale ed intoccabile del petto.

QUI la puntata dedicata al Pordenone.

QUI la puntata dedicata alla Cremonese.

QUI la puntata dedicata al Pescara.

QUI la puntata dedicata alla Reggiana.

QUI la puntata dedicata al Venezia.

QUI la puntata dedicata al Frosinone.

QUI la puntata dedicata al Pisa.

QUI la puntata dedicata al Vicenza.

QUI la puntata dedicata al Monza.

QUI la puntata dedicata all’Empoli.

QUI la puntata dedicata all’Ascoli.

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