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La B e le sue maglie – SPAL, il biancazzurro dei Salesiani e le righine cult dagli anni sessanta

Diciassettesima puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, all’emblema per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca alla SPAL.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nelle maglie della Serie B prosegue con la prossima avversaria del Lecce, la SPAL. Il club emiliano è tra quelli con maggiore tradizione partecipanti all’attuale cadetteria, soprattutto alla luce dei fasti vissuti nella prima metà del secolo di vita superato 14 anni anni fa. Una storia fatta di gloria e di momenti difficili, ma sempre associata alla particolarità di un nome unico come unica è, con il tempo, divenuta anche la sua maglia.

colori sociali della Società Polisportiva Ars et Labor, al secolo SPAL, sono il bianco e l’azzurro. Questi derivano dall’insegna della congregazione dei Salesiani, adoperati in seguito dal circolo cultural religioso da cui ha origine la formazione calcistica. Biancazzurro Salesiani, dunque, ma divisa ben diversa almeno per  primi cinquant’anni di vita. La prima maglia, infatti, era azzurra con colletto e polsini bianchi, mentre calzettoni e calzonini erano neri. Particolare la versione del 1923, sulla quale comparse una banda scaccata biancazzurra sulla pancia, divenuta interamente bianca ed alzata sul petto nel 1936.

Nel 1939 l’unica inversione netta di tendenza della storia spallina. Il regime fascista voleva infatti il nome della città nella denominazione societaria e la SPAL divenne così, fino al dopoguerra, AC Ferrara, con tanto di passaggio in bianconero in onore dello stemma cittadino. Negli anni cinquanta, come detto, riecco il biancazzurro ma in versione ben diversa rispetto a quella attuale: azzurro sul petto e maniche bianche per celebrare le prime, ottime stagioni in Serie A.

Sempre in massima serie, ma solo nel 1963/64, ecco l’esordio della maglia divenuta cult, quella a strisce verticali strettissime biancazzurre. Da lì in poi le modifiche saranno pochissime e decisamente saltuarie, come la riproposizione al ritorno in A della divisa con petto azzurro e maniche bianche. I kit da trasferta sono stati per lo più bianchi, ma dagli anni novanta sono arrivati, a farla da padrona, il nero ed il rosso.

E andiamo al presente: l’attuale divisa della SPAL rispecchia in toto la tradizione. La Macron ha infatti riprodotto fedelmente la rigatura stretta biancazzurra, optando per una tonalità leggermente più chiara rispetto al recente passato e che ricorda molto i colori delle origini. Come di consueto di “rottura” sono invece le altre due tenute. Total red con righe grigie orizzontali la seconda (in onore dei colori della Giacomense sacrificata nel 2013 per far largo alla “nuova” SPAL), bianconero pixelato in onore dei colori di Ferrara, invece, la terza.

QUI la puntata dedicata al Pordenone.

QUI la puntata dedicata alla Cremonese.

QUI la puntata dedicata al Pescara.

QUI la puntata dedicata alla Reggiana.

QUI la puntata dedicata al Venezia.

QUI la puntata dedicata al Frosinone.

QUI la puntata dedicata al Pisa.

QUI la puntata dedicata al Vicenza.

QUI la puntata dedicata al Monza.

QUI la puntata dedicata all’Empoli.

QUI la puntata dedicata all’Ascoli.

QUI la puntata dedicata al Brescia.

QUI la puntata dedicata al Cosenza.

QUI la puntata dedicata alla Virtus Entella.

QUI la puntata dedicata al Chievo Verona.

QUI la puntata dedicata alla Salernitana.

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