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La B e le sue maglie – Chievo, non solo i colori di Verona per la sfrenata passione di Campedelli

Quindicesima puntata della nostra rubrica dedicata, tra storia e presente, all’emblema per eccellenza di ogni club del campionato cadetto: la maglia da gioco. Oggi tocca al Chievo Verona.

Il nostro viaggio cromatico ed iconico nelle maglie della Serie B prosegue con la prossima avversaria del Lecce, il Chievo Verona. Il club veneto è il secondo della città di Verona, e da diversi decenni ha scelto di “imitare” l’Hellas per quanto concerne i colori di riferimento. Il giallblù clivense è infatti tutto sommato giovane rispetto ad una storia, quella societaria, nata quasi mezzo secolo prima.

colori sociali del primo sodalizio rappresentante il popolare (per il calcio, per un’omonima diga sull’Adige e per nulla più) quartiere veronese erano altri, ovvero il biancazzurro, probabilmente per il fatto di trovarsi in un territorio a forte connotazione fluviale. La prima divisa assoluta, quella del 1929, era a scacchi divisi in quarti bianchi e blu. Dopo un paio d’anni, tuttavia, la divisa divenne interamente celeste ed i pantaloncini da neri a bianchi. Questi colori rimasero a primeggiare fino al 1955, alternandosi in livree e gradazioni. L’unica eccezione ci fu nel 1948, quando le difficoltà economiche del club indussero i dirigenti, impossibilitati ad acquistare nuove maglie con i propri colori, a virare su altre a strisce rossoblù trovate per caso nella giacenza di un magazzino.

E’ stato solo prima della stagione 1956/57 che il Chievo decise di passare dall’azzurro al gialloblù, colori della città di Verona e del primo club cittadino, l’Hellas. Da quel momento in poi la maglia casalinga assunse combinazioni diverse per lunghe stagioni: dal total yellow con calzoncini blu alla palata gialloblù, passando per quella con singola banda trasversale. La svolta cromatica è avvenuta con l’approdo in pianta stabile del club ai vertici del calcio nazionale: così, negli ultimi 18 anni, si è quasi sempre optato per l’home kit giallo sul petto con le maniche blu anche per dare una connotazione differente rispetto ai cugini dell’Hellas.

Per quanto riguarda le divise da trasferta, si è spesso scelto di virare proprio su quelli che furono i colori degli albori, quindi biancazzurro e celeste. Raramente il club del presidente Campedelli si è “accontentato” delle classiche divise bianca o nera, ed il motivo va oltre la rievocazione del passato. Il patron clivense è infatti un grandissimo appassionato di maglie sportive, calcistiche e non, da qui la scelta di optare per completi storici come quello dei New York Yankees o di omaggiare squadre inglesi come West Ham e Aston Villa, solo per citare alcuni esempi.

E andiamo al presente: l’attuale divisa del Chievo Verona segue il trend dell’ultimo ventennio. La Givova è infatti andata sul classico per quanto concerne la prima maglia, molto simile a quelle precedenti con il corpo giallo e le maniche blu. La seconda è invece blu con maniche granata, in uno degli stili più graditi al presidente. Per la terza si è puntato sul tradizionale biancoblù.

QUI la puntata dedicata al Pordenone.

QUI la puntata dedicata alla Cremonese.

QUI la puntata dedicata al Pescara.

QUI la puntata dedicata alla Reggiana.

QUI la puntata dedicata al Venezia.

QUI la puntata dedicata al Frosinone.

QUI la puntata dedicata al Pisa.

QUI la puntata dedicata al Vicenza.

QUI la puntata dedicata al Monza.

QUI la puntata dedicata all’Empoli.

QUI la puntata dedicata all’Ascoli.

QUI la puntata dedicata al Brescia.

QUI la puntata dedicata al Cosenza.

QUI la puntata dedicata alla Virtus Entella.

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